Lavoro e diritti: la certificazione di parità di genere

Tra le misure volte a promuovere l’occupazione femminile ed a contrastare le discriminazioni di genere il PNRR ha previsto quella della “Certificazione di parità di genere”, introdotta nel nostro ordinamento con il nuovo art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006 (Codice delle Pari Opportunità).

Si tratta in sostanza di un riconoscimento finalizzato ad “attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità”.

Al rilascio della certificazione, che può essere richiesto su base volontaria da qualsiasi organizzazione datoriale, provvedono gli organismi di certificazione accreditati presso Accredia (ai sensi del regolamento CE 765/2008) che operano sulla base della prassi UNI/PdR 125:2022.

La certificazione ha validità triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale.

L’ottenimento della Certificazione, oltre a valorizzare l’immagine aziendale, consente alle aziende di accedere a diversi ulteriori benefici.

E’ anzitutto previsto un esonero parziale del versamento dei contributi previdenziali nel limite dell’1% e di Euro 50.000 annui.

Sono inoltre riconosciute varie premialità nella partecipazione ad appalti pubblici nonché a bandi per la valutazione di proposte progettuali, da parte di autorità titolari di fondi europei, nazionali e regionali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.

Da ultimo evidenziamo che, per le piccole e medie imprese e micro imprese, sono previsti contributi destinati sia a supportare servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione sia a sostenere i costi di certificazione, sia nell’ambito del Sistema nazionale di Certificazione della parità di genere, quale apparato statale volto ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere ed a favorire l’adozione di politiche per l’empowerment femminile a livello aziendale, sia attraverso l’emanazione di bandi regionali.

Si tratta dunque di una bella opportunità per ogni azienda!

M. Motton

Comments are closed