Nuovo codice di condotta per i contribuenti aderenti al regime di adempimento collaborativo (Cooperative compliance)

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie generale n° 132 del 07-06-2024) il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 aprile 2024 recante «Approvazione del codice di condotta per i contribuenti aderenti al regime di adempimento collaborativo» (e dell’Agenzia delle Entrate), adottato in attuazione della riforma che il dicembre scorso ha interessato l’istituto.

Nella stessa data, è stato peraltro pubblicato in G.U. anche il decreto ministeriale del 20 maggio 2024, recante «modifiche al decreto 15 giugno 2016 in materia di interpello per i contribuenti che aderiscono al regime dell’adempimento collaborativo».

Il nuovo codice di condotta dovrà essere sottoscritto tra Agenzia delle entrate e contribuenti aderenti al regime di adempimento collaborativo contestualmente all’ammissione al regime (per i contribuenti già aderenti entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto) e si rinnoverà tacitamente rimanendo dunque vincolante durante l’intera permanenza nel regime stesso.

Dopo una premessa inziale sulla ratio del regime e sulla recente riforma che lo ha interessato, con cui “il legislatore ha inteso determinare le condizioni di un cambiamento culturale irreversibile, finalizzato al perseguimento del comune obiettivo della realizzazione di un sistema fiscale più affidabile e moderno, nell’ambito del quale l’azione repressiva dell’Amministrazione finanziaria si trasforma in attività preventiva basata su forme di cooperazione rafforzata per i contribuenti dotati di affidabili sistemi di gestione del rischio fiscale”, e fermo restando il rispetto dei doveri indicati nel provvedimento del direttore dell’AdE prot. n. 101573 del 26 maggio 2017, che nel provvedimento in commento si assumono integralmente richiamati, sono individuati, in due distinte sezioni, gli impegni rispettivamente assunti dall’Agenzia delle entrate e dai contribuenti, raggruppati e a loro volta declinati in diversi comportamenti.

In particolare, i doveri dell’Agenzia delle entrate si estrinsecano nell’impegno “ad agire nei confronti dei contribuenti ammessi al regime nel pieno rispetto dei doveri di correttezza e buona fede, garantendo l’aderenza del proprio operato ai principi sanciti nello Statuto dei contribuenti e nel presente codice, e comportandosi con conseguente lealtà, onestà, integrità, trasparenza, chiarezza e massima diligenza professionale”, declinati nei seguenti comportamenti:

  1. Collaborazione, correttezza e trasparenza, impegni rispetto ai quali viene dedicato particolare riguardo ad aspetti relativi all’utilizzo degli elementi informativi acquisiti in fase di ammissione o durante la permanenza del regime e all’organizzazione dell’attività ispettiva;
  2. Certezza preventiva, intesa come tempestività delle risposte alle domande dei contribuenti ammessi, che verranno pubblicate periodicamente sul sito istituzionale dell’AdE, effettuazione delle valutazioni in collaborazione con il contribuente e vincolatività delle posizioni espresse all’esito dell’interlocuzione;
  3. Valutazione del sistema di controllo (TCF), tenuto conto degli esiti dell’esame e delle valutazioni effettuate dagli organi de gestione e gli altri organi di controllo dell’ente, comunicandone i risultati al contribuente unitamente ad eventuali interventi correttivi da apportare al sistema.

I doveri del contribuente, invece, si estrinsecano nei seguenti impegni:

  1. Trasparenza fiscale e comportamento etico, da attuare mediante, tra l’altro, la comunicazione e la formalizzazione di standard comportamentali, l’adozione di una strategia fiscale e l’adeguata e preventiva informazione degli organi di gestione sulle conseguenze fiscali delle operazioni di rilievo strategico e di maggior impatto;
  2. Bassa propensione al rischio fiscale (risk appetite), ricomprendente impegni specifici relativi all’interpretazione e applicazione della normativa fiscale, investimenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, transfer pricing per le operazioni infragruppo, meccanismi di incentivazione del personale e prevenzione di fenomeni di frode fiscale, anche in conseguenza di condotte poste in essere da soggetti terzi.
  3. Efficace gestione del rischio fiscale e della Tax Compliance, mediante l’istituzione di un sistema interno integrato (TCF) conforme alle Linee guida dell’AdE di prossima adozione e certificato da un professionista iscritto all’albo degli Avvocati o dei commercialisti, che comprenda, tra l’altro, una procedura per la gestione del processo interpretativo e un’adeguata formazione tecnica ai dipendenti coinvolti nella gestione di adempimenti e attività a rilevanza fiscali.
  4. Relazione trasparente con le autorità fiscali, attraverso interlocuzioni costanti e preventive sui rischi fiscali significativo, comunicazioni tempestive e veritiere all’AdE e un uso corretto (privo di strumentalizzazioni e abusi) degli strumenti di interlocuzione a disposizione.

In arrivo prossimamente, tra gli altri, le Linee guida dell’Agenzia delle Entrate per la predisposizione del sistema e il suo aggiornamento, nonché il regolamento ministeriale con il quale verranno disciplinati i requisiti, i compiti e gli adempimenti dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione del sistema.

Per la consultazione dei provvedimenti recentemente adottati:

G. Bertaiola

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